Marco Marinello

Developer & SysAdmin

An open letter to our President: Let FUSS go on!

Al Presidente della Repubblica
e p.c.
Al Ministro dell’Istruzione
Alla Ministra per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione
Al Presidente della giunta Provinciale di Bolzano



Gentilissimo signor Presidente,

mi chiamo Marco Marinello e sono uno studente frequentante la classe quinta del Liceo Scientifico a Bolzano. Nella nostra Provincia, da quattordici anni a questa parte, le scuole in lingua italiana utilizzano il sistema operativo FUSS (“Free Upgrade for a digitally Sustainable School” ovvero “Sistema libero per una scuola digitalmente sostenibile”), completamente open source e sviluppato appositamente per noi. Questa soluzione porta con se molti vantaggi: primo fra tutti lo sviluppare una soluzione che può essere studiata e migliorata dagli studenti stessi, cosa impossibile nei sistemi closed source. Altro punto di forza di FUSS è il suo essere gratuito per tutti: grazie a ciò la nostra Intendenza Scolastica è riuscita a fornire a molte famiglie meno abbienti un computer ricondizionato funzionante con FUSS.

Sviluppare FUSS permette, con i soldi risparmiati in licenze, di formare i tecnici ed il personale su tecnologie nuove e all’avanguardia invece di regalarli ad un’azienda statunitense e non avere, concretamente, alcun guadagno in termini di personale sul nostro territorio. A dispetto della spesa corrente che si ha acquistando licenze, i tecnici una volta formati rimangono sul nostro territorio e possono formare a loro volta altri tecnici. Proprio questo aspetto è stato premiato durante il ForumPA di quest’anno che ha certificato che FUSS “crea capitale umano ed educazione”.

Nei suoi 14 anni di funzionamento, FUSS è costato alla Provincia €670.000 mentre si calcola che mantenere Windows per lo stesso periodo sarebbe costato circa €2.500.000. Le chiedo però di non fermarsi al mero risparmio economico, in questo periodo sono stati formati in totale una trentina di tecnici e sono stati organizzati con cadenza semestrale corsi di aggiornamento per i docenti. Questo investimento (perché di un investimento si tratta) ha creato un prodotto di fatto di proprietà della nostra Provincia unico a suo modo che mai avremmo potuto possedere semplicemente acquistando delle licenze.

I Suoi stessi Ministeri, signor Presidente, come quello della Difesa e dell’Interno ad esempio, si stanno convertendo a sistemi open source.

Arrivando al dunque, mi permetto di disturbarla, signor Presidente, perché si sta cercando (nuovamente) di mettere fine a questo progetto nelle nostre scuole e tornare a Windows.

I sostenitori del ritorno a Windows accampano molte delle classiche motivazioni apportate da chi non vuole, per propria mentalità, considerare l’effettivo valore del software libero come ad esempio che alcuni programmi su Linux non funzionino. Questa tipologia di problemi si possono presentare con qualunque sistema operativo, sia esso Linux, Windows o Mac. Tuttavia, per come si sta evolvendo ora l’informatica, le nuove applicazioni sono tutte sviluppate per funzionare su internet quindi, entro qualche anno al massimo, tutte le applicazioni saranno raggiungibili via browser e non dipenderanno dal sistema operativo.

La classe dirigente afferma che dietro a questa posizione ci siano le lamentele ricevute da molti docenti. Ma quanti altri docenti si trovano bene con questa soluzione? In più quanti soldi dovremmo spendere per formare nuovamente i docenti per utilizzare Windows?

Un aspetto da non sottovalutare di questa imminente migrazione è l’impellenza di dover sostituire molta della nostra infrastruttura: le nostre scuole brulicano di computer datati e, dati alla mano, circa la metà di questi non supporterebbero Windows 10 e anche quelli che lo supporterebbero secondo i criteri minimi non avrebbero probabilmente un funzionamento soddisfacente o adeguato all’uso scolastico.

Sono dunque qui a chiedere un Suo intervento, signor Presidente, per evitare che questo importante progetto non conosca la sua fine, in quanto in linea con gli articoli 68 e 69 del CAD e già riutilizzato da altre scuole italiane come il Liceo Statale “Niccolò Rodolico” di Firenze e l’Istituto Professionale “E. Cornaro” di Jesolo e al quale anche altre provincie stanno valutando di migrare.

RingraziandoLa per la Sua disponibilità, invio distinti saluti

Marco Marinello